Che magari nemmeno la leggeranno.
O forse sì e capiranno qualcosa in più.
O forse penseranno semplicemente ‘che palle’.
O forse leggeranno, capiranno, penseranno, ma dimenticheranno l’attimo dopo aver chiuso la pagina.
Ma con i forse non si costruisce il presente e men che meno il futuro.
Quindi: ai miei figli.
Ai due esseri che hanno cambiato, anzi stravolto, il mio quotidiano ribaltando le priorità, insegnandomi a stare al mondo meglio e facendo diventare la vita meno ‘mia’ e più ‘loro’. Perché sì, quando ho deciso di diventare madre, seppure in un’età già ricca di consapevolezza, l’ho fatto con tutta l’incoscienza che accompagna la sola idea di prendersi cura di un essere che è ‘altro da te’ senza mai chiedere nulla in cambio. E quel ‘senza mai chiedere nulla in cambio’ è la parte più difficile, anche se, all’inizio, sembra ben più complessa l’idea di prendersi cura ogni giorno (e all’inizio ogni ora) di un altro. Riuscire a non chiedere nulla indietro per ciò che si è dato è un’operazione ardua e, purtroppo mi costa ammetterlo, il più delle volte fallimentare. Perché, come madre, il mio respiro è fatto delle vostre vite. Diventando madre non ho disimparato a respirare per me stessa, anzi, ho imparato a preservare il mio benessere proprio per poterlo dedicare a voi. Diventando madre non ho annullato le miei passioni e i miei desideri, anzi, ho imparato a coltivarli per poter essere una persona più soddisfatta, felice, compiuta, appassionata, in grado di trasmettervi la mia gioia, il mio entusiasmo, il mio amore per la vita. Diventando madre non ho rinunciato a essere anche altro, anzi ho cercato di dare forma e sostanza ai ruoli che la vita ti impone ogni giorno, creando vie di comunicazione tra l’uno e l’altro così da arricchirli di piccoli pezzetti ogni giorno e così da diventare una persona migliore ogni giorno. Ma il mio respiro è comunque fatto delle vostre vite.
Vi ho guardati crescere, un giorno dopo l’altro, e ho adattato il mio essere alle vostre esigenze. Ora più ampia e accogliente, quasi un orso con pelliccia morbida, per tenervi stretti e farvi cuccia tra le mie braccia; ora più sottile ed evanescente per non occupare posto laddove volevate mettere altro o altri; ora più solida e salda, quasi fossi un albero maestro di una nave in mare aperto, per darvi l’appiglio pronto mentre iniziavate ad esplorare il mondo con le vostre gambe; ora minuscola e pressoché invisibile per poter essere messa (o chiusa) in tasca, pronta all’uso, ma solo su richiesta. In tutto questo, cari figli, però sono sempre rimasta ‘io’. Multiforme, flessibile, plasmabile, adattabile, ma sempre la vostra mamma, fatta di quella sostanza che sa di bucato fresco, di coccole e di baci, di amore incondizionato, senza se e senza ma.
Senza se e senza ma vi amo ogni giorno, minuto dopo minuto, ora dopo ora e pur avendo una vita ricchissima di persone a cui voglio bene, con cui condivido pezzetti di cose belle, il vostro posto è speciale nel mio cuore e nessuno potrà mai togliervelo. Questa certezza è per me sempre fonte di gioia infinita.
Cari figli ci sono però alcune cose che vorrei teneste a mente e che troppo spesso sembra vi dimentichiate.
1. Siete in due. Non siete soli.
Due esseri indubbiamente molto diversi, ma anche il solo condividere una mamma e un papà che vi hanno tenuto in braccio nelle lunghe notti in cui faticavate a dormire o avevate la febbre, che vi hanno baciato le piccole ferite con cui tornavate a casa dai pomeriggi di giochi, che vi hanno affiancati mentre scrivevate i vostri desideri a Babbo Natale vi rende individui plasmati dalle stesse mani, che solo voi conoscete e di cui riconoscereste il calore, il profumo, la forza a occhi chiusi anche dopo anni. Anche solo quel minuscolo elemento condiviso che vi portate dentro è sufficiente a rendervi fratelli per sempre e avvantaggiati nella vita dell’altro su chiunque sia arrivato dopo di voi. Non è detto che di tutto questo farete tesoro, ma a me spetta ricordarvelo e dirvi che, nella scelta che non foste soli, c’era proprio il desiderio di assicurarvi un compagno di vita al quale andare o tornare quando aveste avuto bisogno, senza necessità di altre spiegazioni. E in quella scelta c’era anche la speranza (forse egoistica) che vi prendeste almeno un po’ cura l’uno dell’altro.
2. La vita è difficile, ma passa.
Passa la difficoltà, non la vita. O meglio, anche la vita passa, ma di questo ci porremo il problema più in là con gli anni. La vita è un continuo avanzare, fermarsi, ricominciare (dallo stesso punto o anche da un altro, o magari più indietro, o magari più avanti facendo un salto). Non ci sono errori che non siano punti per nuove partenze, qualunque esse siano. Non ci sono strade intraprese che non si possano percorrere all’indietro. Non ci sono itinerari preconfezionati, preimpostati, prescritti. Ci sono possibilità, opportunità e scelte. Tante scelte. Tante faticose, alcune dolorose, molte di più sorprendentemente meravigliose. Tante giuste, alcune perfette, qualcuna sbagliata, molte inevitabili. Non si vive però mai da soli, anzi, nella vita ci sono veramente pochissime cose che si fanno veramente da soli, per tutto il resto chi ci ama fa parte della nostra vita e delle nostre scelte, anche quando ci sembra che il luogo diventi troppo affollato. E nei nodi veri della vita, confrontarsi con chi ha condiviso pezzetti di percorso può essere un buon modo per capirci qualcosa in più.
3 (ma non meno importante) Io ci sono.
Ricchezza da una parte, disturbo dall’altra. Una madre che c’è è… la base sicura da cui spiccare il volo, il porto tranquillo a cui tornare dopo lunghe navigazioni; una madre che c’è è la vostra prima fan, quella che crede in voi perché sa davvero quello che valete (non la fuffa che mostrate agli altri), è quella che capisce oltre gli sguardi, oltre i silenzi, oltre la paura; una madre che c’è è il cuore del nido che continua ad esistere anche quando si è troppo grandi per starci dentro; una madre che c’è è quella a cui parlare in piena notte senza paura di disturbarla, quella a cui chiedere aiuto anche solo per l’esperienza di vita che ha accumulato negli anni. E, questa madre che c’è, è sempre la stessa che vi ha cresciuti, amati, coccolati; che ha riempito di baci la vostra pelle; che ha atteso i vostri risultati trepitando per voi e con voi; che vi ha difesi senza alcuna paura quando era il momento; che si è presa cura e si prende cura ogni giorno di voi. Non dimenticatevelo.
Con tutto l’amore del mondo. La vostra mamma.
Ho pianto!!!