Non smetto mai di parlare.

Auguri mammola!

Oggi sarebbero stati 90. Una bella cifra tonda. Un traguardo onorevole.

Non ci siamo arrivate.

A pochi metri dalla bandiera a scacchi il motore si è fermato. Era tempo. Sono certa che quello stop non fosse procrastinabile. Erano giri che arrancavamo su quel percorso che è la vita. Cambio dell’olio, cambio dei filtri, cambio gomme in pit-stop, che nulla avevano da invidiare ai migliori team di Formula Uno, nuova carena, ma ciò che stava faticando veramente era la pilota, stanca di giornate che avevano man mano perso di colore, suono, sapore. E allora fermarsi è meglio.

Ma questo mamma tu lo sai bene. Lo hai vissuto. Io parlo al plurale, ma non ero altro che una spettatrice, come chiunque altro non è che spettatore della vita altrui. Eppure mi viene sempre da usare quel ‘noi’ che ci unisce ancora. Quanto l’assenza possa consolidare i legami è un mistero insondabile. Quanto ciò che non è stato, e non sarà mai o mai più, possa unire due persone è quasi incredibile. Il pensiero corre a te (ancora) spesso, ma non tanto nel ricordarti, quanto nel pensarti come la nostra relazione continuasse e nell’istinto a prendermi cura di te.

L’11 giugno rimane e rimarrà sempre il tuo compleanno, come il 12 quello del tuo amato Mirko. Ho comprato i fiori ‘nuovi’ che vi porterò al cimitero. Sono i fiori con i colori dell’estate, così li sostituiamo a quelli con i colori della primavera e poi ci saranno quelli dell’autunno e dell’inverno. Ho scelto delle margherite questa volta. Fiori finti, è vero, ma chissene frega, sono belli, colorati e luminosi e soprattutto cromaticamente abbinati alla stagione: come piaceva a noi. Come le borse che ti compravo durante l’anno: di paglia per l’estate, di pelle in inverno, brillanti e luminose per le giornate con il sole, con colori più scuri per l’autunno o seguendo la tua passione del momento e il mio gusto che hai sempre apprezzato tanto. Quanto mi mancano i tuoi commenti ai miei acquisti, i nostri scambi sui vestiti, lo stile, il taglio, il colore, il modello, ma me li immagino sempre: guardandomi allo specchio penso a cosa diresti e soprattuto a come ti spiegherei la mia scelta e l’intenzione di abbinamento. Era il nostro modo di amarci.

Più passa il tempo più godo di una felicità che può peccare di presunzione. So di aver fatto del mio meglio per te. Non il massimo sicuramente. Non tutto ciò che sarebbe stato necessario, opportuno, possibile, ma quello che ci ho messo era tutto ciò che ero in grado di metterci. Attenzione, tempo, pazienza, parole: sicuramente mai abbastanza, ma nell’equilibrio della vita è stato il miglior distillato che potessi offrirti. E questo mi fa essere profondamente serena nel pensarti, senza angosce, sensi di colpa, recriminazioni, dubbi. Fare del proprio meglio credo sia il massimo che si possa chiedere a qualcuno che ci ama, con gli strumenti che ha, le possibilità che ha, il carrozzone della vita che si porta appresso. E sono certa di aver fatto del mio meglio con te e per te, senza sottrarmi per pigrizia, paura o superficialità, ma accettando anche i miei limiti e le mie fragilità.

La mia memoria, sai mamma, è piuttosto buona e ricordo di avere ancora una promessa non mantenuta con te. Ti avevo promesso ‘un evento’ per i tuoi novant’anni. Volevi un ‘evento’ perché mi sentivi parlare degli eventi di cui mi occupo per lavoro e avevano per te un’aura così fantastica da non voler essere da meno. Ogni promessa è debito mamma: sabato prossimo porterò a pranzo le tue amiche più care e insieme festeggeremo i tuoi novant’anni. Ci saranno i fiori, ci saranno le candeline e ci sarai tu, in tutta la tua bellezza.

Con tutto l’amore del mondo. La tua bimba.

2 commenti su “Auguri mammola!”

  1. Bellissimo ricordo, Lorenza
    La tua mammola da lassù sarà contenta di tutto quello che hai fatto e continui a fare per Lei
    Sarò veramente felice di festeggiare anch’io i 90 anni di Letizia e ti ringrazio per avermi incluso nel gruppo delle sue amiche ❤️

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