L’amore non ha nulla a che fare con la stima. Oh sì, certo, si possono stimare e amare le stesse persone ed è anche vero che amare qualcuno per cui non si provi una vera stima è piuttosto difficile (ma non impossibile), ma stimare una persona non implica un sentimento d’amore.
Soprattuto per i figli della mia generazione troppo spesso l’amore è passato attraverso la stima, da conquistare, da guadagnarsi con fatica e impegno, da conservare in modo assoluto per essere degni di essere amati. ‘Se non sei degno della mia stima, non ti meriti il mio amore’ era il sottinteso frequente delle relazioni con i figli, che dovevano essere il più alto risultato della vita di adulti che venivano da un dopoguerra fatto di rivalsa e affermazione. Che cosa orribile.
Eppure.
Eppure questo ci ha abituati, seppure colpevolmente, a dare un valore all’amore, a dargli consistenza, a riconoscergli importanza. L’amore ricevuto, talvolta appunto conquistato con fatica e sudore, non era mai dato per scontato, ma riconosciuto a sua volta come un atto di impegno nei nostri confronti. Di impegno. Ci sentivamo fortunati ad essere amati, talvolta anche profondamente, e ci sentivamo ancor più fortunati se quell’amore persisteva anche quando sbagliavamo, costringendoci alla promessa sottintesa di migliorarci per evitare di cadere in errore di nuovo.
Il rischio di quell’amore era di non essere privo di aspettative. Non l’aspettativa sulla vita dell’altro, ma di restituzione di ciò che veniva dato, quasi elargito come prestito a scadenza da ridare con interessi. In tanti sono caduti in quella rete: genitori che hanno investito tutto ciò che avevano per i figli (e non parlo in termini economici, ma emotivi) che, dopo anni, hanno allungato la mano per chiedere indietro quanto a loro spettante. L’amore in prestito. Che cosa orribile.
Eppure.
Eppure questo ci ha fatto crescere con un senso del dovere fortemente radicato e guida del nostro percorso. La consapevolezza che ciò che avevamo (più o meno) ricevuto non ci era dovuto in funzione di un patto ancestrale o meramente biologico, quale di fatto è la nascita, ma frutto di un atto deliberato e scelto, momento dopo momento, spesso anche rinegoziato e ricostruito, ci ha rese persone consapevoli del nostro agire (o almeno le persone che stimo di più lo sono diventate), capaci di non sottrarsi alle proprie responsabilità, anche quando sono capaci di scegliere in modo difforme dalle aspettative.
L’amore non ha nulla a che fare con la stima, vero. Perché l’amore è istintivo, fatto di passione, di poca testa e molta pancia. Di più. L’amore è tale da sfocare pensieri e parole. Ma questo non significa che non abbia valore, che non sia un dono il riceverlo e che ogni tanto sarebbe opportuno fermarsi per riconoscerlo. Avere coscienza che, anche se, oggi fortunatamente, non ci viene chiesta alcuna ‘prova’ per meritarcelo, essere destinatari di un sentimento così grande e prezioso ci rende molto fortunati. E, l’educazione insegna, quando si riceve un regalo si ringrazia, magari ancche sorridendo.